dialetto

Nutizièri vi introduce al Sócc’mel e al Biasanòt

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in studio

Alessandro Dolcetta

A Bologna c’è…

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I segreti della Cucina dell’Emilia-Romagna a cura di Stefano Andrini
Dentro l’Opera con Piero Mioli all’Archiginnasio. Si parla di Lirica
Per I palcoscenici tarlati di Alberto Ceffo Gruppioni ci caliamo nel backstage di un match di basket negli anni ’90
Nutizièri Bulgnais Consiglia libri e teatri

Già in libreria “E té prélla!” Un bolognese in palcoscenico. Bologna, il suo dialetto, il suo miglior teatro

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lanzarini-cover-lowCon una prefazione di Anna Manfron e un contributo di Maria Grazia Bollini.
Revisione filologica e ortografica dei testi in bolognese di Roberto Serra.

Come si racconta una vita teatrale? Come dare a parole l’idea delle messinscene degli spettacoli, delle interpretazioni attoriali, delle emozioni suscitate sul pubblico?

«Un attore recita sull’acqua e non rimane niente di quello che fa» diceva Adriana Lanzarini quando le si chiedeva di raccontare di suo padre. Bruno Lanzarini (1902-1976) è stato uno dei migliori attori dialettali bolognesi. Nel 1949 costituì una propria compagnia che per 25 anni catalizzò i favori del pubblico petroniano. I suoi monologhi erano scanditi dal verso «E té prélla!» con cui dava il la agli applausi. Lanzarini fu anche caratterista in vari film a fianco di Totò, Walter Chiari e Titina De Filippo, e fu scelto da Giorgio Strehler per il Dottor Lombardi nell’Arlecchino servitore di due padroni, ruolo che lo portò a recitare in tutto il mondo dal 1959 al 1968 per 725 repliche. Nonostante l’intensa attività teatrale, Lanzarini non abbandonò mai a Bologna la propria officina di meccanica di precisione.

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17 dicembre 2015 Archiginnasio

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www.maglioeditore.it

Comunicato stampa

Nutizièri Serenade !

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