Mese: dicembre 2015

il Biiiss che chiude il 2015

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I Clap Clap di fine anno

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Analisi del 2015

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I folletti delle statistiche di WordPress.com hanno preparato un rapporto annuale 2015 per questo blog.

Ecco un estratto:

Una metropolitana a New York trasporta 1 200 persone. Questo blog è stato visto circa 4.100 volte nel 2015. Se fosse una metropolitana di New York, ci vorrebbero circa 3 viaggi per trasportare altrettante persone.

Clicca qui per vedere il rapporto completo.

Gli Auguri dal Nutizièri Bulgnais

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con gli Auguri per un bello, buono e proficuo 2016

da

Aldo, Angela, Ceffo, Claudio, Ettore, Matteo, Patrizia

Teneteli d’occhio. Si dice che solo a guardarli nel Nutizièri Bulgnais portino fortuna in amore e affari.

Clap Clap di fine 2015

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Con la Libertà di De-Generando

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Buone Feste con ClapClap

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Dopo De-Generando, libri e spettacoli per le Feste

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E té prélla! Bruno Lanzarini, un bolognese in palcoscenico

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lanzarini-cover-lowCon una prefazione di Anna Manfron e un contributo di Maria Grazia Bollini.
Revisione filologica e ortografica dei testi in bolognese di Roberto Serra.

Bruno Lanzarini (1902-1976) è stato l’attore che più ha saputo identificarsi con l’homo bulgnaiṡ: sia quello popolano ma anche il borghese. Con schiette escursioni in ruoli curiali, anche di livello pontificio

Nel 1949 costituì una propria compagnia e per venticinque anni catalizzò i favori del pubblico petroniano. Tanta fu la sintonia con la sua Città che venne chiamato a interpretaree ruoli cult per il suo popolo: quello del Cardinale Lambertini (storica icona petroniana) sui palcoscenici nell’omonima commedia di Alfredo Testoni, di cui ancor oggi fa scuola la sua inimitabile interpretazione. E quella del Dottor Balanzone (maschera ufficiale di Bologna) fra la sua gente, nelle piazze e nelle strade, per grandi e bambini.
Fu proprio la particolare coloritura con cui Egli sapeva calarsi in questo personaggio che Giorgio Strehler lo volle Dottor Lombardi nella goldoniana Arlecchino servitore di due padroni. 725 repliche in ogni parte del mondo fra il ‘59 e il 1968.
Nel Cinema lo troviamo quale ecclettico caratterista in film accanto a Totò, Walter Chiari, Titina De Filippo, Aldo Fabrizi … e nel Il mulino del Po di Riccardo Bacchelli, diretto per RAI TV da Sandro Bolchi (1963)
Tanto importanti, sono oggi, per i cultori del suo venacolo, i testi delle sue pièce e lo stile della sua recitazione giunta a noi grazie ad alcuni reperiti fonografici dei suoi monologi e del programma RadioRAI, Ehi! Ch’al scûṡa (titolato poi Al Pavajån). Alcuni di questi fruibili nel libro.
Al termine delle commedie, Lanzarini spesso si accomiatava dal pubblico recitando i suoi monologhi che concludeva con un E tè prélla! Esortazione petroniana a voltar pagina e proseguire negl’intenti.

E tè prélla! diventa (il 17 dicembre 2015, giornata che la prestigiosa Biblioteca Comunale dell’Archiginnasio ha voluto dedicare al teatro del Lanzarini) un volume che un gruppo di appassionati della tradizione bulgnaiṡa ha voluto rendere omaggio all’attore con un ricordo cartaceo. Uno di quelli che risultano più duraturi di altri, perché occupano uno spazio ben definito nelle librerie domestiche e duraturo nel tempo in quelle pubbliche.

A un ente di prestigio internazionale quale l’antico Archiginnasio di Bologna va il merito di avere accolto nei suoi scaffali che profumano di storia, l’archivio di questo straordinaria personalità della cultura legata alla tradizione popolare. Donazione dei discendenti dell’Attore, che va a costituire il Fondo speciale Bruno Lanzarini oggi di pubblica consultazione. E’ qui doveroso esprimere gratitudine alla figlia Adriana che oltre ad avere proseguito l’attività fondando la Compagnia ancora oggi a lui intitolata, ha amorevolmente conservato le memorie artistiche del padre: una interessante raccolta di documenti e testimonianze che aggiungono dovizia di particolari alla Bologna del Novecento.

Qualche nota sul libro

Cominciamo dal titolo. Prilèr significa ‘girare’, ‘voltare’, imprimere una giravolta. Quindi l’ E té prélla! noi, bolognesi di oggi, potremmo accoglierlo come un invito a darci una mossa a divulgare con maggior impegno la tradizione della Città divulgando, come fece con maestria Bruno Lanzarini, lo spirito autenticamente petroniano.

Uno spirito da lui profuso fra teatri e carnevali, impagabili momenti di buonumore.

La sua simpatia attraverso la maschera di Balanzone fu tanto apprezzata al di là del nostro Reno e oltre i confini nazionali: ambasciatore di quella leggerezza nostrana che si acquisisce vivendo da bulgnaiṡ a Bulåggna.

I testi e le immagini presentati nel volume aggiungono dovute conoscenze al suo profilo biografico e alla sua eccellenza tótta bulgnaia. Grazie anche a simpatiche ricordanze rilasciate oggi da coloro che sulla scena e non solo, frequentarono l’Attore. Il tutto contestualizzato in un ‘viaggio’ nel bel parlare bolognese.

Per Patrizia Strazzari e Marialuisa Ravenda, attrici, oggi, della Compagnia ‘Bruno Lanzarini’, è stato emozionante ritrovare nella di Lui casa questo patrimonio di memorie: foto, locandine, copioni, lettere, appunti autografi e curiosità.

Occorreva che l’innegabile valore storico e culturale di tutto ciò fosse condiviso attraverso sinergie e collaborazioni.

A questa condivisione hanno risposto Maglio Editore, il Club Il Diapason, Davide Amadei, ricercatore della storia del teatro dialettale bolognese e Aldo Jani Noè, appassionato divulgatore della lingua di Bologna.

Allo stesso modo con cui Bruno Lanzarini, agli applausi finali salutava il suo pubblico, il libro si completa con i testi di alcuni dei suoi monologhi (ascoltabili dalla sua vivavoce scaricando alcuni file tramite un link indicato nell’edizione).
Per Lanzarini questo era un rito e gli spettatori plaudenti lo pretendevano.
Il suo spiccato spirito di osservazione gli permetteva di calarsi interamente nella macchietta che sapeva rendere viva, veritiera, perfetta nei particolari.
Ancora oggi c’è chi ricorda soprattutto il suo Inbarièg (l’Ubriaco) che tra un esilarante episodio di sbornia e l’altro aggiungeva alcuni non sense estrapolati dal linguaggio dei giocatori di biliardo: Alé, òto bèl vèc’, e attraversando barcollante la ribalta mugugnava: Trai, trai carugnéna…, concludendo poi la promenade con un E tè prélla!.
Una genuina espressione con cui si è voluto intitolare questo libro che è anche una speranza per chi cerca di mantenere ben viva la nostra tradizione locale.

E tè prélla!
Bruno Lanzarini, un bolognese in palcoscenico
A cura di Aldo Jani Noè, Patrizia Strazzari, Davide Amadei
220 pagine. Un ricco apparato iconografico a corredo delle interviste di Patrizia Strazzari e dei capitoli: Le cento maschere di un attore davvero petroniano di Davide Amadei, Mo scorri bene in itagliano. Fra Bulåggna,  Bulgnîṡ e Bulgnaiṡ di Aldo Jani Noè e gl’inediti testi di sketch, monologhi e scenette di Bruno Lanzarini.

Reperti audio scaricabili dal sito dell’editore.
Alle stampe nel dicembre  2015 da Maglio Editore (www.maglioeditore.it)

La Compagnia Dialettale ‘Bruno Lanzarini’ è oggi diretta da Gian Luigi Pavani che con la collaborazione di un gruppo di bravi attori prosegue quello che era il progetto artistico del grande Bruno, mattatore del teatro bolognese.

Punto di riferimento della considerevole progettualità che la Compagnia elabora è il glorioso Teatro Alemanni, tempio più che trentennale del teatro dialettale bolognese, di cui il poliedrico Gian Luigi Pavani ne è l’instancabile deus ex machina.