Mese: aprile 2015

Al Cantico dei Cantici si aggiunge la versione in lingua bolognese di Stefano Rovinetti Brazzi con l’illuminante commento del Cardinale Gianfranco Ravasi – Un’idea realizzata dall’Associazione Alemanni e dal Club Diapason. Da oggi in libreria

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CANTA_DEI_CANTICI-frontespizio

Poema sull’amore per eccellenza, anche se composto di soli 117 versi, il Cantico dei Cantici sfugge al tempo e a distanza di più di duemila anni continua a parlare a tutti i cuori. Parla anche tutte le lingue, come succede in questo volume che tenta l’inedita operazione di tradurre in dialetto bolognese un testo biblico, caposaldo della cultura ebraica e cristiana. Per dimostrare che anche lingue prive di una tradizione letteraria illustre, confinate in genere nel passato, nell’oralità e nel “quotidiano”, possono invece esprimere testi aulici. Ma anche un atto d’amore nei confronti del bolognese, sempre più sofferente ma da salvaguardare perché in grado di sorprenderci ancora con potenzialità espressive inesplorate.

L’idea di tradurre il Cantico dei Cantici in bolognese nasce da Enrico Pagani e Aldo Jani Noè e dalle associazioni con cui collaborano, Alemanni e Club Diapason, che da anni a Bologna promuovono la lingua, la cultura e il teatro dialettale e che ora ci fanno conoscere il bolognese come lingua poetica, avvalendosi di importanti collaborazioni:  l’introduzione e la traduzione dal greco in dialetto bolognese sono di Stefano Rovinetti Brazzi, studioso di lessicografia dialettale e filologia classica. La traduzione dall’ebraico in lingua italiana riporta la preziosa versione del Cardinale Gianfranco Ravasi, a cui si deve anche l’illuminante commento che chiude questo libro. Impreziosisce il volume la pubblicazione del ciclo degli oli di Marc Chagall ispirati al Cantico dei Cantici.

Una lettura per gli innamorati, per gli sposi, per coppie di nuove o di lunga data, per chi si interroga sull’amore di Dio o per chi, più prosaicamente, è innamorato del dialetto bolognese. Perché l’amore contiene tutto.

ALTRE INFORMAZIONI QUI –> http://goo.gl/kCivwl

Le belle e “i besti”

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Sondaggio: non si vince niente ma possiamo divertirci

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Chiedo scusa ma mi servirebbe qualche minuto della vs. preziosa attenzione per un sondaggio  comportamentale che sto facendo

Vi chiederei quale sarebbe la  prima frase che vi verrebbe da dire in una situazione come quella che vado a descrivere:

“E’ sabato. Sono più o meno le ore 13:00 e siete a tavola. State gustando un odoroso piatto di tagliatelle (tajadèl, con spójja fât’a man). Innanzi a voi una bottiglia di sanguigno Sangiovese superiore vi strizza l’occhio.

Trilla il telefono di casa. Quello fisso. E dal momento che avete voluto mantenere il vecchio apparecchio a cornetta, quello con cui avete passato tanto tempo a sospirare amore con la vostra fidanzata, ora vostra regolare consorte (Cla Dòna), non potete avvalervi di un display su cui vedere chi vi sta chiamando.

– Mo chi êl cal rånpa marón ch’al ciâma a st åura che qué? – però, dal momento che il vostro numero di fisso oramai lo usano solo i congiunti e gli amici più stretti non ce la fate a lasciarlo squillare

– Che non sia la mamma… – vi sprona Cla Dòna

–  S’l’é lî ai mâgn la fâza – e tirate su

– Signol Galli buongiolno. Sono Liliana e la chiamo da Milano pel comunicalle che ha  vinto 24 bottiglie del nostlo migliol vino e che potlà licevele a casa sua se oldinelà solo altle 6 bottiglie del nostlo buon vino… –

Mi fermo qui e  vi sarei grato se nei vostri commenti apparisse la prima frase che rivolgereste in un’analoga situazione alla ‘colcentrista’, forse orientale, che vi ha appena interpellato.

Vi ringrazio. Mi darete così una mano ad affinare la sceneggiatura di un racconto televisivo che sto sviluppando. Se vi fa piacere posso inserire nei credit della trasmissione il ringraziamento al nome o nickname che mi segnalerete

Gli ultimi “ClapClap” e “Biiiss”

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Pasqua in musica con l’Orchestra dell’Associazione “Fabio da Bologna”
diretta dal M° Alessanndra Mazzanti

In questa puntata: scopriamo cos’è Bologna Connect; La bell voce di Rossella Regina sugli spalti di un antico maniero. La Bella e le Bestie: Giada Cameriere fra Ettore Pancaldi e Fabrizio Carollo

In questa puntata: Una semplice formalità al Teatro San Salvatore; Emilia-Romagna Segreta è già in libreria

Alberto Spinelli, il Trio Pianistico di Bologna e il Baynov Piano Ensemble